CRONACA

Aprilia, il 1° ottobre l’udienza per l’aggressione a Daniel: la mamma chiama la città a raccolta

Il 1° ottobre al Tribunale di Latina l’udienza preliminare per l’aggressione a Daniel, 17enne di Aprilia. La madre: “Chiediamo giustizia e sostegno”

io sto con daniel

Si avvicina una data particolarmente delicata per Daniel e per la sua famiglia. Giovedì 1° ottobre, alle ore 11, al Tribunale di Latina è in programma l’udienza preliminare relativa all’aggressione subita dal ragazzo, che aveva 17 anni quando, lo scorso 16 marzo, venne colpito violentemente al volto da un uomo straniero in via De Gasperi ad Aprilia.

In vista dell’appuntamento giudiziario, la madre ha lanciato un nuovo appello alla comunità, chiedendo vicinanza e sostegno attraverso la campagna “Io sto con Daniel”, accompagnata da una locandina che invita commercianti, scuole, società sportive, genitori e ragazzi a manifestare solidarietà al giovane.

“Mi auguro con tutto il cuore che il giudice non accetti un eventuale patteggiamento”, ha spiegato la donna a Castelli Notizie, che sarà presente all’udienza insieme al proprio legale. Un momento che, racconta, sarà anche emotivamente molto difficile, perché potrebbe trovarsi nuovamente a pochi metri dall’uomo accusato di aver aggredito suo figlio, in sua presenza. Un episodio che a distanza di tempo continua a tormentare la famiglia, rendendo necessario anche lasciare la propria abitazione e trasferirsi altrove.

“Chiediamo il sostegno di tutti: commercianti, genitori, nonni, ragazzi. Non soltanto di Aprilia”, ha spiegato. “Vogliamo che Daniel abbia giustizia e che quello che è successo serva anche a sensibilizzare contro ogni forma di violenza”.

 

L’aggressione del 16 marzo

L’aggressione è avvenuta intorno alle 13 del 16 marzo, nei pressi dell’abitazione dove Daniel viveva con i genitori.

Madre e figlio stavano rientrando a casa quando, dopo uno scambio di parole, il ragazzo è colpito violentemente al volto. La madre, presente alla scena, raccontò di aver visto il figlio piegarsi a terra mentre perdeva molto sangue dalla bocca.

Sul posto intervennero le forze dell’ordine e il personale sanitario del 118. Daniel venne trasportato all’Ospedale dei Castelli, ad Ariccia, dove gli accertamenti evidenziarono una grave frattura della mandibola.

Nei mesi successivi il ragazzo è stato sottoposto a un intervento maxillo-facciale, e, secondo quanto riferito dalla famiglia, una lesione a un nervo ha lasciato purtroppo conseguenze permanenti.

Tra gli aspetti più dolorosi raccontati dalla madre c’è anche il futuro che Daniel aveva immaginato per sé. “Il suo sogno era entrare nelle forze dell’ordine e lavorare nell’antidroga”, racconta. “Aveva 17 anni, aveva tanti progetti davanti. Oggi teme che il danno riportato possa impedirgli di superare le visite mediche necessarie per intraprendere quella strada”.

Daniel viene descritto come un ragazzo molto legato alla famiglia e benvoluto da tutti. Secondo quanto riferito dalla madre prima dell’aggressione ci sarebbero già stati episodi di tensione e minacce. Circostanze sulle quali saranno gli accertamenti giudiziari a stabilire fatti, responsabilità e rilevanza penale.

“Lui sta dimostrando più forza di me. Cerca di dedicarsi ad altro e di modificare i suoi sogni. Quando si guarda indietro mi dice sempre: ‘Mamma, io sono vivo’. È la frase più bella che possa sentire”.

“Io sono sua madre, ma sono anche una cittadina e una donna. Voglio che venga fatta giustizia e che siano accertate fino in fondo le responsabilità per quello che è successo a mio figlio”. E’ l’appello della mamma.

Sul procedimento e sulle eventuali richieste che saranno avanzate dalle parti sarà il Tribunale di Latina a pronunciarsi nel rispetto delle garanzie previste dalla legge e della presunzione di innocenza fino a sentenza definitiva.

La mobilitazione “Io sto con Daniel”

 

In vista dell’udienza del 1° ottobre, la famiglia ha preparato una locandina con la scritta “Io sto con Daniel”, invitando chi vuole sostenere il ragazzo a esporla o a realizzare un semplice cartello. “La violenza si può vincere. Il silenzio uccide”, si legge ancora.

“Non voglio restare in silenzio”, ribadisce la madre. “Lo devo a mio figlio, ma anche a tutte le mamme e ai ragazzi che mi hanno contattato in questi mesi. Daniel deve diventare l’inizio di qualcosa che serva a rendere la nostra città più sicura. Se ciascuno guarda soltanto al proprio problema non cambierà mai nulla. Stando insieme, invece, si può provare a cambiare le cose”.

 

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